Agire per cambiare
Sai quale è una delle cose che impediscono alle persone di raggiungere i loro obbiettivi?
Forse avrai diverse risposte. Una però faresti bene in ogni caso a considerarla:
la mancanza di azione.
O meglio. La mancanza di un giusto equilibrio tra la capacità di riflessione e di analisi da una parte e quella di saper passare all’azione dall’altra. L’immediatezza del pasaggio all’azione. Ed è proprio questa seconda che è a volte mancante.
Ci sono persone che agiscono impulsivamente in tutte le circostanze, anche quelle che richiederebbero più razionalità e riflessione. Ma ce ne sono altre che non smetterebbero mai di riflettere, di considerare una cosa da tutti gli angoli e soprattuto di abbozzare piani, per poi non metterli mai in pratica.
E il verbo “abbozzare” non è a caso, perché se i piani fossero davvero completi, sei si fosse davvero deciso con cognizione di causa che quello scelto è il piano migliore da seguire, probabilmente si sarebbe più convinti nel metterlo in pratica. Il problema è però che una certezza assoluta sulla bontà di un piano, non si può avere. Si hanno “certezze” più o meno probabili.
Di fatti ci sono però alcune persone che vorrebbero poter analizzare qualsiasi cosa, da ogni punto di vista e in ogni sua ultima implicazione, per avere una certezza assoluta della bontà di un piano. Spesso sono persone estremamente perfezioniste, altre volte sono semplicemente persone che hanno paura di sbagliare… La paura è spesso necessaria, evita di far commettere errori. Ma la paura eccessiva è è dannosa. E’ quella la paura che blocca e congela nel regno del pensiero, lontano dall’azione.
C’è quindi un momento in cui alla fase di analisi bisogna dire basta per passare all’azione, anche se non si ha la certezza assoluta che il piano che si intende seguire è il migliore.
Anche perché se non si passa all’azione non si avrà neppure modo di sperimentare il proprio piano nella realtà. Perché è la realtà che per forza di cose ci darà dei feedback sulla bontà del nostro piano e quando è possibile ci darà l’occasione di correggerlo e perfezionarlo.
Spesso infatti è proprio dalla realtà che si impara, più che da qualsiasi libro o teoria pensata e mai praticata. Non è quindi positivo avere una eccessiva paura di sbagliare. La maggior parte degli sbagli possono infatti essere corretti. Chi teme sempre di sbagliare è come se invece pensasse che commettere un errore pregiudichi qualsiasi ulteriore possibilità.
Il giusto equilibrio tra pensiero e azione, tra analisi e realtà è quindi l’elemento chiave per iniziare a raggiungere i propri obbiettivi.
E non c’é una ricetta universale che dica in ogni caso qual’è la dose di pensiero e di azione migliore. L’incertezza c’é sempre, almeno in parte. Si tratta di ridurla quanto è possibile, senza però che questo porti al non agire. Perché quando alla fine non si agisce si è quasi sempre schiavi della paura, invece che padroni del pensiero.