Archivi per la categoria ‘Conoscere l'interlocutore’
Registrare le reazioni dell’interlocutore: il primo passo della comunicazione efficace
Succede non di rado che nei corsi di coaching o nei seminari sulla PNL o su argomenti di comunicazione in genere, ci si concentri molto su alcune fasi della comunicazione “avanzate” quali quelle dell’interpretazione dei segnali dell’interlocutore (verbali o meno), sull’ottenere il rapport, sulla suggestione/ipnosi e similli.
Si dimentica così una di quelle capacità che sono alla base dei comunicatori capaci: il saper ascoltare. Se non sai davvero ascolatare non otterrai alcun vero rapport, non riuscirai ad interpretare chi ti sata di fronte e tanto meno a suggestionarlo. Ma cosa vuol dire davvero “ascoltare”? O meglio qual’è il primo passo verso un ascoltare efficace?
Bene. E’ una di quelle cose che sono semplicissime a dirsi ma difficili da padroneggiare efficacemente: è l’attenzione. Una attenzione senza interpretazione. E’ l’attenzione rivolta solamente a quello che ci sta davanti e non a quello che noi pensiamo sia nelle mente della persona con cui stiamo comunicando. E’ l’attenzione per i cambiamenti fisici e i movimenti della persona con cui parliamo e NON per i pensieri che noi pensiamo quei movimenti e cambiamenti possano signficare.
Ecco un esempio. Immagina di trovarti a parlare con qualcuno, quando ad un certo punto il discorso cade sul cambiare lavoro. Da quel momento sino a che il discorso non cambia nuovamente, la persona con cui parli presenta questi comportamenti:
si tocca ogni tanto la nuca
fa ogni tanto un impercettibile passo indietro e uno avanti
ti guarda maggiormente abbassando la testa e di conseguenza alzando gli occhi
accenna a ridere/sorridere più del solito
Ora se tu, al primo comportamento (toccarsi la nuca) avessi subito pensato qualcoa come:
- è un argomento che lo preoccupa
- si vergogna a parlarne con me
- non vuole dirmi la verità
o qualsiasi altra interpetazione, probabilmente non saresti stato in grado di notare gli altri comportamenti, perchè la tua attenzione sarebbe stata catturata dal tuo pensiero invece che dai comportamenti del tuo interlocutore. O anche peggio, ti saresti perso nel decidere quali delle precedenti interpretazioni fosse quella giusta.
Il primo passo dell’ascoltare è quindi quello di limitarsi ad osservare i cambiamenti che avvengono nel tuo interlocutore a seconda di come si svolge il discorso, delle tue azioni e delle tue parole, senza però pretendere di interpretare. Si tratta cioè di allenare la tua capacità di registrare informazioni “pure”, non mettendo a monte dei filtri interpretativi che tagliano fuori certi aspetti della realtà a discapito di altri. Questo ha due effetti.
Il primo è che così la tua capacità di osservare e di raccogliere informazioni riguardo a qualsiasi interlocutore si allargherà. Il secondo è che raccoglierai una maggiore quantità di informazioni su quel particolare interlocutore e potrai quindi fondare le tue interpetazioni su una base di dati più vasta. Avra quindi una maggiore possibilità di centrare il segno.
La capacità quindi di registrare il maggior numero di informazioni (pertinenti) possibili, senza farsi distrarre da tentativi di interpretazione, è la tua prima leva nella comunicazione. E’ il primo passo basilare verso ciò che più è evoluto nella comunicazione, più la rende efficace: la conoscenza di chi hai di fronte.