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Il segreto dei campioni

Perché alcune persone riescono ad eccellere in certi ambiti mentre altre falliscono? Perché esistono persone di successo e persone che il successo lo sognano soltanto? Forse starai pensando che la risposta più naturale è che chi eccelle ha particolari qualità, determinate caratteristiche, che lo rendono vincente mentre gli altri invece non le hanno.

Questa è una risposta in parte corretta, certo, ma che lascia in’ombra una grande parte del funzionamento della mente. Quello che questa risposta non porta alla luce è che chi eccelle, i campioni, riscono a focalizzarsi molto di più sui loro successi che sugli insuccessi. Tendono a ricordare molto di più quando vincono, quando hanno successo, rispetto a quando non ne hanno. Danno poco peso agli insuccessi e molto ai successi.

Perché? I motivi possono essere tanti. Ma i motivi che noi cerchiamo sono quelli che servono per cambiare e per arrivare a strategie più efficaci verso i propri obbiettivi. Bene, chi eccelle da più peso ai successi perché in essi trova piacere, un piacere che lo mette in una condizione emotiva che lo spinge a ricercare quel piacere e dare il meglio di sé. E’ mosso dal piacere.

Chi non eccelle è invece mosso dalla paura. Paura di non riuscire ad ottenere i risultati voluti. Cosa che fa si che siano gli insuccessi passati ad essere sempre presenti alla sua attenzione. La paura è però una condizione emotiva che blocca, che inibisce le potenzialità che tutti abbiamo.

Chi eccelle, da poco o nessun ascolto alla paura. Quando sperimenta un insuccesso, ne prende certo atto, ma vi da poco peso. Non concede ai propri insuccessi le proprie energie emotive. E’ invece sempre proteso al piacere del successo, ai ricordi di quando ha sperimentato dei successi e alla condizione emotiva che ciò gli ha provocato.

A questo punto credo che non potrai fare a meno di chiederti qualcosa come “Daccordo, chi eccelle è spinto dal piacere di vincere, gli altri sono spinti dalla paura di perdere. Ma come si fà a diventare alleati del piacere invece che servi della paura? Come faccio a provare piacere per i possibili risultati positivi se ho paura di quelli negativi?

Questa è una domanda essenziale e merita il tempo di una risposta che la soddisfi. O almeno che inizi a dare elementi per soddisfarla. Te ne parlo qui.

Saper scegliere per poter cambiare

Uno dei segreti del cambiamento, e non “segreto” nel senso di cosa che pochi sanno, ma nel senso di qualcosa difficile molte volte da padroneggiare, è che è arduo cambiare davvero se non si sa dove si vuole andare.

Ti sembra ovvio? Se per te è ovvio non solo a parole ma anche per chè si tra quei pochi che riescono ad avere naturalmente e sempre una direzione definita verso cui cambiare, allora ti puoi davvero ritenere fortunato. Ma generalmente non è così. Quello che succede è che molte volte vogliamo cambiare e non ci riusciamo proprio perché non riusicamo a scegliere e mantenere una direzione precisa verso cui andare.

Immagina ad esempio di voler cambiare lavoro. Non solo cambiare azienda o il luogo di lavoro, ma cambiare proprio la tua professione. La vuoi cambiare perché quello che attualmente fai non ti soddisfa, ti costringe, non ti permette di realizzare le potanzialità che senti di avere.

Bene. E’ un’ottima intenzione. Ottima, ma così com’è probabilmente non troppo efficace. Se la tua volontà rimanesse esclusivamente focalizzata sull’intenzione “cambiare lavoro”, forse potresti passare i prossimi dieci anni a contemplare questa tua intenzione senza riuscire a cambiare assolutamnete nulla.

Quello che in questa intenzione, così com’è formulata non funziona è che non ti fornisce una vera direzione verso cui andare. Dei tanti possibili lavori e professioni che potresti scegliere non ne seleziona uno in particolare. E questa non è una cosa da poco.

La difficoltà, in una situazione come questa è che rischieresti di disperdere le tue risorse (di tempo, fisiche, mentali e magari economiche) saltando da una possibilità all’altra. Potresti magari trovarti per una settimana ad informarti per diventare, è solo un esempio, naturopata, un’altro mese potresti iniziare a studiare trading online, e per altri due mesi potresti inizare ad avviare un qualsiasi progetto per poi abbandonarlo. E così avanti.

La verità sottostante a questa impasse e che è una delle cose più importanti per iniziare un vero cambiamento è che per andare via da qualcosa, in questo caso il tuo vecchio lavoro, bisogna andare da qualche altra parte. Non riesci ad andare via da un luogo se non vai in un luogo diverso. Ma per muoversi davvero, e non fare solo qualche passo che poi ci riporta al luogo di partenza, bisogna scegliere una direzione e mantenerla.

Ed è questa la più grande difficoltà nel processo di cambiamento. E’ spesso difficile scegliere dove andare ed è difficile mantenere la direzione.

E non è strano constatare che queste due cose sono in parte legate. Chi è infatti capace di scegliere bene, riuscirà con molta maggiore facilità a mantenere la direzione scelta ed andare verso l’obbiettivo. Riuscirà a farlo perché il tempo “impiegato bene” a “scegliere bene” gli avrà fornito

- la certezza di aver valutato le diverse possibilità e di aver scelto la migliore
- la consapevolezza di avere le risorse necessarie per raggiungere l’obbiettivo scelto

Chi infatti desiste dai propri obbiettivi e passa il tempo a sceglierne di sempre nuovi quando incontra  le prime difficoltà, è perché pensa che esistano sempre delle scelte migliori dell’ultima fatta. E lo pensa perché non ha davvero valutato le diverse possibilità prima di effettuare la sua scelta.

Paradossalmente sovente il problema non è quindi quello di non avere scelte, ma quello di averne troppe. E quando ci sembra di non averne è spesso perché non riusciamo a scorgerle, ma questa è un’altra questione di cui parleremo in un’altro post.

Per questo motivo, nel nostro esempio, la tua semplice intenzione di cambiare lavoro, risulta inefficace. Per trasformarsi in qualcosa di utile deve essere riformulata in positivo, deve diventare un obbiettivo preciso verso cui andare, qualcosa come “voglio cambiare lavoro, voglio diventare…”.

Ma questo passaggio sottende il processo della scelta che è il modo in cui tra cui tra le molteplici possibilità teoriche si seleziona quella che si ritiene migliore. Il modo i cui si agisce per non farsi sommergere dalle possibilità e rimpallare dall’una all’altra, individuando invece la possibilità che si intende trasformare in realtà.

Allora adesso la domanda diventa: in che modo si può scegliere bene? Quali sono i fattori che intervengono in una scelta e che se ben gestiti la rendono efficace?

Questa è una domanda essenziale. E adesso non c’é lo spazio per rispondere come la questione merita. Ma forse ti interesserà sapere che sono fattori che hanno strettamente a che fare con te da una parte e con quello che ti lega al mondo, dall’altra. E in un prossimo articolo inizieremo a conoscerli da vicino.



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