Re Artù e la geografia della comunicazione

Perché la tavola dei “cavalieri della tavola rotonda” era proprio rotonda? Se stai pensando che è perché allora si sarebbero chiamati in modo diverso, non è quello che la domanda intendeva chiederti…

La domanda invece invece ha a che fare con il perché si fosse scelto proprio il cerchio per disporre i cavalieri durante i momenti in cui riuniti dovevano prendere decisioni importanti. Forse una risposta in mente l’hai già: perché nel cerchio tutti i punti sono uguali rispetto agli altri e quindi non c’é nessun punto più importante degli altri, proprio come era per Artù e i suoi cavalieri.

Tutto questo ha direttamnte a che fare con il coaching. Infatti anche se la risposta di sopra è abbastanza ovvia, la logica che vi sta sotto, in diverse occasioni della vita di tuuti i giorni non è invece utilizzata da molte persone nella maniera più efficace.

La logica sottostante è infatti quella per cui la disposizione degli interlocutori nello spazio incide in maniera rilevante sull’efficacia della comunicazione.

Coloro che partecipano ad una comunicazione dovrebbero quindi essere disposti nella manera migliore per ottenere i risultati obbiettivo della comunicazione. Di tutte queste questioni si occupa nello specifico la psicogeografia, che studia appunto gli effetti sulla comunicazione delle disposizioni spaziali degli interlocutori.

Prendiamo ad esempio una riunione in cui un team deve trovare una soluzione ad un problema, producendo una serie di soluzioni possibili attraverso un brainstorming e poi discutendole e scegliendo le candidate migliori.

In una situazione del genere è probabilmente molto importante che ognuno si senta libero di esprimere qualsiasi cosa gli viene in mente, senza sentirsi in una posizione inferiore, per qualsivogla motivo, a nessun altro membro del team. Inoltre c’é anche la necessità di discutere le soluzioni che man mano emergono con l’uguale contributo di tutti.

In un caso come questo la disposizione psicogeografica a cerchio, sembra essere la più indicata per almeno due ragioni.
Innanzitutto, come già detto, nessuno nel cerchio è in una posizione di superiorità rispetto a nessun’altro. Inoltre ogni partecipante può guardare in viso qualsiasi altro, cosa che in molte situazioni, anche se non in tutte, favorisce la comunicazione.

E’ per questo che un buon coach avrà già chiaro da subito come disporre i partecipanti ad una interazione comunicativa, in modo tale che la disposizione spaziale contribuisca a raggiungere gli obbiettivi prefissati, invece che andare contro questi.

Difatti esistono diverse disposizioni psicogeografiche possibili e sceglire quella più indicata per una data situazione significa conoscere le diverse possibilità per scegliere la più efficace. Per questo in un prossimo articolo vedremo quali sono le disposizioni psicogeografiche più comuni.

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